Il Castello dei Chiaramonte e la fonte Canali fra storia e leggenda
Nel cuore del centro storico di Favara, sopra uno sperone di roccia, nonostante le manomissioni ed il disordine edilizio-urbano circostante, da oltre sette secoli si erge ancora imponente e con severità il castello dei Chiaramonte, opera maestosa di uso prevalentemente residenziale ed anticamente facente parte integrante in una struttura fortificata con muri turriti e di grande spessore.
Della fortificazione oggi resta la torre d'angolo a S-O inglobata nelle costruzioni ottocentesche ed il muro nord con relativo portale gotico, da cui anticamente si usciva per accedere ad una sorgente tutt'ora esistente, a valle del castello, ad una distanza aerea di 50 mt. e 20 mt. dall'antica cinta fortificata.
La stessa acqua ha dato origine alla struttura fortificata ed al castello.
Tra le opere preliminari è da annoverare infatti un pozzo scavato nella roccia nella corte del castello, non più funzionante dopo qualche secolo e riempito con materiale di risulta fra cui pietrame, terra, resti di cibi e cocci di ceramica di uso domestico.
Il pozzo durante i recenti lavori di restauro condotti dalla Soprintendenza di Agrigento diretti dallo scrivente, è stato svuotato per una profondità di 17 mt.
Se da un lato la topografia del luogo e la presenza di una sorgente sono stati determinanti per per la costruzione della struttura fortificata, dall'altro, quest'ultima ha determinato la nascita del paese.
Consapevole della inscindibile relazione intercorrente fra la fonte Canali ed il Castello, l'associazione SiciliAntica, Sede di Favara, di recente ha esplorato un cunicolo alle spalle dell'attuale bevaio di Largo Canali. I risultati sono stati di notevole spessore per la cultura storica locale.
Abbiamo esplorato un primo cunicolo(1) della lunghezza di 10-12 mt., da dove l'acqua sorgiva defluisce incuneandosi in un solco in pietra fino ad arrivare all'attuale bevaio ed un secondo breve tratto costituente una piccola caverna naturale sotto la via Reale, in fondo alla quale sgorga l'acqua, la vera e propria sorgente Canali.
Non a caso il simbolo del Comune di Favara coniato fra agosto e settembre 1883 riporta un castello moresco su una rocca, sotto cui sgorga l'acqua. Da quanto accertato emergerebbe che agli albori dei primi insediamenti, cioè intorno alla seconda metà del 1200 d. C., la fonte doveva trovarsi nel suo stadio naturale, così come è stata ritrovata a parte un arco in pietra sul masso, sotto cui sgorga l'acqua, recante la data 1751, epoca a cui sarebbe da riferire non soltanto l'arco, ma, cosa più importante, l'espansione del tessuto urbano fra via Reale e Largo Canali, dove in quel periodo era ubicata la bocceria, ovvero il macello comunale.
Secondo alcune testimonianze di anziani del luogo, alla fine del primo cunicolo esisterebbe una diramazione (il cui ingresso oggi risulta occultato da muratura di pietrame) che potrebbe condurre nelle adiacenze del castello.
In realtà nello sperone roccioso su cui è fondato il castello e che guarda Largo Canali un portale immette all'interno di un cunicolo attualmente esplorabile solo per un tratto di circa 10 mt. Secondo la testimonianza di anziani che alcuni decenni fa hanno esplorato parte del cunicolo, in realtà continuerebbe secondo lunghi tragitti, ma si sconoscono i punti di arrivo. Secondo un'antichissima credenza popolare il cunicolo condurrebbe alla montagna, abitata sin dalle primitive civiltà e su cui sono state imperneate diverse leggende.
Il Coordinatore:
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