L'associazione SiciliAntica esprime il proprio fermo dissenso nei confronti del disegno di legge che va sotto il nome di riordino delle coste attualmente all'esame del governo regionale e che di fatto si profila come una vera e propria, ennesima, legalizzazione degli abusi edilizi.
La Sicilia in questi anni è stata interessata da processi di modificazione innescati dagli effetti delle attività perpetrate al di fuori delle vigenti discipline d'uso del territorio e che hanno determinato gravi compromissioni.
Il paesaggio, in passato caratterizzato da molteplici differenze è stato pianificato secondo un disegno disarmonico e limitativo rispetto alla articolazione ricca e variegata preesistente.
Forzando le qualità ed i vincoli della vocazione naturale si sono creati i presupposti per quella indifferenzazione che tende ad appiattire ogni realtà territoriale.
Molti nostri paesaggi costieri hanno visto modificati violentemente dall'antropizzazione i segni fisici relativi all'orografia, alla geologia e, in senso lato, all'ambiente.
Ma ancora una volta si fa ricorso ad uno strumento obsoleto, la sanatoria, incapace di rispondere all'inderogabile istanza di tutela e salvaguardia dell'ambiente.
La sanatoria, lungi dall'arginare i guasti prodotti da interventi sconsiderati, può provocare il totale e definito stravolgimento della fisionomia costiera.
Viceversa solo attraverso una accurata opera di ripristino ambientale si può pervenire alla restituzione dell'assetto che caratterizzava il territorio prima delle indiscriminate manomissioni.
Di fronte ad una prospettiva di un habitat sempre più artificiale bisogna puntare tutto sulla qualità ambientale.
Occorre solo che i politici se ne rendano conto.
SiciliAntica
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