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CATANIA "La Cona di Natale"

NEL DEGRADATO QUARTIERE SAN BERILLO DI CATANIA RIVIVONO DOPO 50 ANNI LE TRADIZIONI DEL NATALE

SICILIANTICA ha curato la realizzazione di una grande "CONA" e recuperato gli altarini.

Nei tempi andati "a Cona" era preparata nelle case per la celebrazione della novena di Natale in un clima di festa allegro e giocoso dal sapore semplice e familiare.

L'edicola al cui interno era collocata l'immagine della Sacra Famiglia (qualche volta anche S. Giuseppe Padre o la Madonna con Bambino) veniva addobbata a festa.

Anzitutto da ramoscelli di biancospino che la incorniciavano gradevolmente, batuffoli di cotone e nove lumini , tanti quanti sono i giorni di preparazione al Natale, la novena appunto, che venivano accesi quando i "ciaramiddari", gli zampognari, che solitamente arrivavano a Catania da Maletto e Bronte già dal giorno dell'Immacolata, l'8 dicembre, "attaccavano" a suonare.

L'edicola veniva poi arricchita da frutta e cibarie: frutti di stagione quali arance,limoni, mandarini, dolciumi vari preparati in casa, cioccolata.

Una vera tentazione per tutti specie per i ragazzi che, a frotte o da soli, aspettavano il momento opportuno per rubacchiare qualcosa .

Nei momenti in cui la Cona riccamente preparata era lasciata incustodita e priva di controllo ecco che manine veloci poco alla volta prendevano cose dolci da mangiare.

Anziani, nel ricordare con nostalgia i tempi della loro fanciullezza, ridacchiano di gusto quando descrivono queste piccole razzie: non era difficile che qualche Cona abbondantemente "cunzata" rimanesse letteralmente spoglia coi soli ramoscelli di biancospino.

È facile arguire come il detto catanese "ti manciasti 'na Cona" nasce proprio da questi episodi, per dire che ci si è rimpinzati abbondantemente.

La Cona era l'occasione in cui la famiglia ed il vicinato si stringevano insieme, quasi a formare un'unica grande famiglia, davanti alle case e nei cortili per assistere alle sonate della ciaramedda e bere un buon bicchiere di vino.

Questa tradizione tenta oggi di riemergere qua e là in qualche zona , in qualche paese, in qualche quartiere della città.

Nel tentativo di riconquistare, riappropriandocene, la cara vecchia tradizione della Cona, qualche passo è stato fatto nel corso delle festività natalizie di questi ultimi anni anche a Catania, nel quartiere della Civita, grazie alla sincera ed appassionata iniziativa di qualche attento cultore.

Certo, ripristinare più diffusamente l'usanza della Cona nella nostra città soprattutto in quei quartieri in cui il tessuto edilizio mantiene ancora malgrado l'incuria e le non rare offese arrecate, una propria identità sarebbe non soltanto bello ma anche utile ed auspicabile nel quadro di un risanamento, per una completa rivalutazione degli antichi quartieri, come quello di San Berillo.

Il vecchio quartiere San Berillo, così tanto bistrattato che nonostante l'atavico degrado conserva ancora una sua omogeneità urbanistica, è lì ad aspettare quasi a chiedere una dignitosa sistemazione.

Addentrandovisi non è difficile accorgersi della presenza di numerose edicole votive - ne abbiamo contate ben quindici - testimoni di una religiosità popolare tanto diffusa e radicata.

Abbiamo voluto percorrere queste stradine con l'intento di verificare la consistenza di questi manufatti, l'esatta ubicazione e renderci conto dello stato di conservazione, auspicando per essi una opportuna azione di tutela e valorizzazione da avviarsi di concerto con le autorità preposte nel quadro di un intervento di riqualificazione complessiva del quartiere.

Iniziamo questa nostra insolita ed un poco curiosa ricognizione movendoci da via di Prima da dove imbocchiamo via Paraffino.

Qui , tra i civici 16 e 14, incontriamo un'anonima modestissima nicchia chiusa da una grata metallica.al suo interno è appena possibile individuare l'immagine di una Madonna con Bambino, un dipinto, poco appresso.

All'altezza del numero civico 8, un'edicola con arco a tutto sesto, con quattro colonnine e mensola , chiusa da uno sportello in legno e vetro , attraverso il quale, da vicino, scorgiamo una statuina di San Giuseppe.

Arrivati all'angolo con via Pistone, nel cantonale dell'edificio di sinistra, un'altra piccola nicchia ad incasso, con antina in legno e vetro, dietro la quale è posta l'immagine del Sacro Cuore , una riproduzione cartacea in serie rischiarata dalla flebile fiammella di un lumino di cera.

Incamminandoci sulla destra per via Pistone arriviamo all'angolo con via Ciancio ove è stata recentemente collocata un'edicoletta dall'insolita forma di scatola, ricavata da materiale metallico riciclato.

Subito dopo all'11 di via Ciancio un'interessantissima edicola in pietra bianca di ottima fattura piuttosto ben conservata, ornata di fregi e con volto di angioletto che sorregge la mensola .la mancanza di un'anta di chiusura ci consente di individuare dietro un vaso di fiori un quadretto con l'immagine della Sacra Famiglia.

Proseguendo appena avanti sulla sinistra , nella stretta via De Marco, dopo il numero 14, troviamo un altarino con grata in ferro costellato da una decina di santini tra cui spiccano almeno tre riproduzioni del volto di Padre Pio, visibilmente rimaneggiato.

Tornando indietro sui nostri passi per un breve tratto, arriviamo ad un piccolo slargo tratto finale di via Di Bartolo dove tra macchine parcheggiate e vegetazione incolta notiamo un'edicola con arco a tutto sesto in pietra bianca con i "miseri" resti di un'antina in legno, senza alcuna immagine devozionale (la presenza di una mensola in legno indica comunque che doveva esserci una statuina).

Girato l'angolo, sulla sinistra, si è già in via De Pasquale dove dopo un breve tratto in discesa all'altezza del civico 20 sta un'antica edicola in pietra, rimaneggiata e variopinta che conserva dietro la grata metallica le tracce di un affresco raffigurante una Madonna con Bambino.

Scendendo ancora si giunge infine in piazzetta delle Belle i cui murales fatti realizzare per iniziativa di ristoratori locali nel 1997 ci distraggono per un momento non facendoci subito accorgere della presenza di due edicole: l'una al civico 17 in pietra bianca, la forma ed il taglio sono praticamente identici a quella di via De Pasquale 20 , opere entrambe dello stesso scalpellino, priva di anta con una moderna pittura raffigurante il Crocifisso.

Il nostro itinerario prosegue, tornando indietro imboccando via G.B. Carrambà; una stretta stradina in cui sulla sinistra incontriamo un'edicola notevolmente rimaneggiata, multicolore opera forse di extracomunitari abitanti nelle vicinanze. Al suo interno parecchie immagini sacre. continuando sulla destra una bellissima edicola in stile liberty inserita in un palazzotto dell'epoca con griglia metallica a rombi priva di immagini votive.

Alla fine della strada ad angolo con via Di Prima una edicola di squisita fattura ma tristemente abbandonata, anch'essa priva di immagini sacre.

Concludiamo il nostro itinerario con altre due edicole di via Pistone , l'una interamente in legno a forma di capanna sopra il portone di ingresso del civico 30 , l'altra all'altezza del civico 58 in pietra bianca ed identica a quella di via delle Belle 17 e via De Pasquale 20 con all'interno immagini della Madonna e di Gesù.

Salvo Lo Presti

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