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RASSEGNA DI CINEMA E LETTERATURA AL TEATRO ROMANO DI CATANIA

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Siciliantica e il Cinema

SiciliAntica, l'Assessorato Regionale BB.CC.AA. e P.I., la Soprintendenza, la Provincia Regionale di Catania e l'Azienda Provinciale Turismo, con la collaborazione della Cineteca nazionale e della Filmoteca Regionale Siciliana, hanno organizzato e realizzato lo scorso settembre la rassegna "Il Cinema al Teatro Romano".

L'iniziativa è partita dalla considerazione che alcuni film, protagonisti della nostra letteratura cinematografica, sono veri e propri beni culturali, e come tali meritevoli di restauro, conservazione e soprattutto di valorizzazione, attraverso la conoscenza. Dopo anni di lunghi restauri, il Teatro Romano è stato di recente riaperto al pubblico.

Quale altro luogo poteva costituire l'ideale contenitore per una Rassegna così prestigiosa?

Se la cornice era quanto di meglio si potesse desiderare per questa manifestazione, gli altri ingredienti che insieme hanno contribuito alla realizzazione di un'iniziativa vincente, sia per quanto riguarda la partecipazione ed il gradimento del pubblico, sono stati l'azzeccata scelta dei titoli da proiettare, tratti da celebri romanzi di alcuni fra i più famosi scrittori siciliani, ambientati e girati quasi interamente nei luoghi più caratteristici della nostra regione, la cui visione è stata preceduta di volta in volta da conversazioni sugli autori dell'opera "scritta" e da cenni relativi alla critica cinematografica di ogni film, curati dal direttore artistico della Rassegna, il regista Sebastiano Gesù.

Alla serata inaugurale sono intervenuti, tra gli altri, il direttore dell'Apt Angelo Cavallaro, l'assessore provinciale ai Beni Culturali Rosario Patanè, il soprintendente Gesualdo Campo.

Dopo la presentazione della manifestazione da parte del presidente provinciale di SiciliAntica, dott. Piero Butera, la dott.ssa Maria Grazia Branciforti, direttrice della Sezione archeologica della Soprintendenza ai BB.CC.AA. ha fatto un breve riassunto della storia del monumento che ci ha ospitati, dei lavori di scavo e di restauro che lo hanno interessato nel corso degli anni e di quelli che saranno presto realizzati per ampliarne l'area visibile e visitabile.

Sebastiano Gesù ha quindi introdotto la proiezione dei sei cortometraggi "storici" girati da Vittorio De Seta e da Ugo Saitta, evidenziando l'importanza che la Sicilia e i grandi scrittori siciliani hanno rappresentato per il nostro cinema.

Intensi e drammatici, i documentari di De Seta hanno immortalato alcuni momenti della vita di contadini, pastori, pescatori e minatori nella Sicilia dei primi anni '50.

In particolare "Isole di fuoco" (premiato a Cannes nel 1955) e "Surfatara", i due cortometraggi che sono stati proiettati, hanno posto l'accento sul difficile rapporto con la propria terra, l'uno e le lotte quotidiane per la vita, alle prese con un ingrato lavoro, quello dei minatori, l'altro, con assoluto rispetto della verità, tipico dell'opera del regista, al contrario degli altri documentaristi del periodo, che invece usavano abbellire la realtà.

Gli altri cortometraggi proiettati, "Sant'Agata", "L'Etna è bianco", "Sciara" ed "Etna quota 3000", tutti di Ugo Saitta, hanno offerto al pubblico presente, soprattutto ai catanesi, uno struggente "amarcord" di mezzo secolo fa, facendo vedere come si svolgeva la festa di Sant'Agata negli anni '50, mentre i documentari dedicati all'Etna, hanno rappresentato il nostro vulcano sia nei periodi di eruzione che in quelli in cui era coperta di neve e frequentata da sciatori.

Il film di apertura della Rassegna è stato "Kaos", girato nel 1984 da Paolo e Vittorio Taviani, tratto dalle "Novelle per un anno" di Luigi Pirandello.

E proprio dell'autore agrigentino si è occupato nella sua relazione introduttiva il prof. Vincenzo Pappalardo, presidente della sede di Bronte di SiciliAntica.

Il film è costituito da quattro episodi, più un epilogo, diversi per tema e sviluppi, ma uniti l'uno all'altro dal volo di un corvo, con un campanellino legato al collo, che attraversa il cielo sugli scenari delle quattro storie di campi e contadini, di umiliati e offesi alle prese con la miseria, l'ingiustizia, le superstizioni.. Il film, di recente restaurato, risulta luminoso e intenso;indimenticabile l'interpretazione di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, protagonisti dell'episodio tratto dalla novella "La Giara".

La seconda serata della Rassegna è stata dedicata ad un capolavoro del cinema Neorealista "La Terra Trema", ispirato al romanzo "I Malavoglia" di Giovanni Verga. Il film, proiettato nella sua versione restaurata, è quasi interamente parlato nel dialetto siciliano "perché in Sicilia l'italiano non è la lingua dei poveri" come dichiarato all'inizio da Luchino Visconti, che girò il film nel 1948, con attori che erano la gente del luogo, pescatori ed abitanti di Acitrezza.

La drammatica ed inutile lotta contro l'oppressione che li condanna alla miseria è alla base della storia di una famiglia di pescatori siciliani; anche gli elementi naturali sono avversi e si rivoltano contro i poveri che, nel disperato tentativo di riscatto, perdono la casa e l'unione della famiglia e sono costretti ad una condizione di vita ancora peggiore.

La concezione dolorosa e tragica della vita, che Verga ebbe, è stata ben descritta dalla dott.ssa Margherita Riggio, presidente della sede di SiciliAntica di Vizzini, che ha curato la relazione introduttiva al film.

Presenti alla proiezione le due protagoniste femminili, le sorelle Agnese e Nella Giammona, che hanno intrattenuto piacevolmente i presenti, ricordando alcuni episodi accaduti durante le riprese, le critiche (non sempre positive) dei loro paesani e lo strepitoso successo che ebbe invece la pellicola.

A parlare di Vitaliano Brancati e delle sue opere è stata la dott.sa Giusy Benintende, della sede di Acireale. Il film scelto in questo caso è stato "Il bell'Antonio" che Mauro Bolognini girò a Catania nel 1960; a fare da sfondo alla vicenda di Antonio Magnano splendidi palazzi e chiese di via Crociferi. Il film è una satira di costume che, attraverso l'impotenza del protagonista, interpretato dal giovane Marcello Mastroianni, fa intravedere, la crisi e il fallimento del regime fascista.

Sebastiano Gesù ha introdotto il quarto film della Rassegna, "Marianna Ucrìa", girato nel 1997 da Roberto Faenza, tratto dal romanzo "La lunga vita di Marianna Ucrìa" di Dacia Maraini, ambientato nella prima metà del Settecento. Una ricca famiglia palermitana, gli Ucrìa, di origine spagnola, conduce una esistenza scandita da ipocrisie, per nascondere un ignobile segreto che riguarda la figlia Marianna, sordomuta.

Superando tre gravidanze a sedici anni e le convenzioni repressive della famiglia, un istitutore le insegna il linguaggio dei segni e la filosofia che la libera dall'oppressione.

Marianna esprimerà poi solidarietà alla propria serva Fila salvandola dal manicomio, scoprirà il segreto del suo mutismo e se ne andrà dalla Sicilia.

Il film, che lancia un messaggio proto-femminista, è stato girato con una particolare attenzione per i costumi e la ricostruzione della Sicilia patrizia, per cui è stato premiato con il David di Donatello per la migliore fotografia, migliore scenografia e miglior costumista.

A concludere la Manifestazione di SiciliAntica è stata la proiezione del film "Il Consiglio d'Egitto", che il regista Emidio Greco (che è intervenuto alla serata), ha girato nel 2001, ispirandosi al romanzo omonimo di Leonardo Sciascia. Ad intrattenere il pubblico presente in Teatro, parlando dell'opera di Sciascia, la prof.ssa Maria Laudani, presidente della sede di SiciliAntica di Belpasso.

La voce vellutata di Giancarlo Giannini ha invece accompagnato lo svolgersi del film, storia di inganni e bugie del frate maltese Giuseppe Vella, interpretato da un bravissimo Silvio Orlando, che finge di conoscere l'arabo per guadagnare fama e potenza.

A tratti comica, a tratti drammatica, la storia diventa intricata ed inestricabile quando, divenuto abate, in quello che diventa un delirio di presunzione, vuole far credere che un manoscritto arabo sulla vita di Maometto sia in realtà un fondamentale testo politico, il Consiglio di Sicilia, che regolamenta ed abolisce i privilegi feudali.

Costituivano l'ultimo atto della Rassegna le due escursioni programmate, che si sono svolte il 13 ed il 27 ottobre rispettivamente a Catania, per la visita ai luoghi che hanno costituito lo sfondo di tanti film d'epoca, ed a Vizzini, per seguire un percorso di memoria verghiana. Catania è stata ripetutamente scelta per girarvi film, ricavati particolarmente da romanzi ed autori catanesi.

Il meraviglioso scenario del barocco settecentesco ha fatto da sfondo ad indimenticabili romanzi, e quindi a tante opere cinematografiche.

La visita che SiciliAntica ha proposto, con la collaborazione delle Guide Turistiche, che si sono gentilmente offerte di accompagnare i partecipanti alla Rassegna, intervenuti numerosissimi, è partita da Piazza Dante, dominata dalla chiesa di San Nicola l'Arena, in cui si svolse il matrimonio fra Mastroianni e Claudia Cardinale nel film "Il bell'Antonio".

Il giro ha poi proseguito costeggiando palazzo Asmundo, oggi Francica Nava, in cui abitavano i protagonisti del film di Bolognini, verso via Crociferi e la chiesa di San Benedetto, per poi raggiungere attraverso via San Giuliano, i quattro Canti e quindi la via Etnea.

Vizzini è la cittadina in cui lo scrittore Giovanni Verga ambientò alcune novelle, tra cui La lupa (e la Cunziria fa da sfondo ad alcune scene del film di G. Lavia) e La Cavalleria Rusticana ed il romanzo Mastro Don Gesualdo.

Accompagnati da due giovani e preparati soci della sede locale, il gruppo ha visitato il paese, soffermandosi dove si trovavano le case della Gna Lola e Santuzza, vedendo dall'alto la Cunziria, antico quartiere dei conciatori, fuori dall'abitato, ove i due compari, Turiddu e Alfio si sfidano a duello e combattono, ammirando la casa ed i palazzi nobiliari che fanno da sfondo alle vicende di Mastro Don Gesualdo.

La visita a Vizzini è iniziata da piazza Umberto I, su cui si affacciano Palazzo Verga ed il Palazzo Municipale, per proseguire con la Salita Marineo, una lunga scalinata decorata, sulle alzate, da maioliche a motivi geometrici e floreali, con al centro di ognuna un medaglione con scorci di palazzi vizzinesi.

Della città è stata inoltre ammirata la Chiesa Madre, con il suo particolare portale in stile gotico-catalano risalente al XV secolo e posto sul lato sud della cinta muraria, unico superstite del terremoto del 1693 che distrusse gran parte della città e che diede impulso alla ricostruzione.

Anche se impegnativa nelle complesse fasi organizzative, la Rassegna di Cinema e Letteratura che SiciliAntica ha offerto ai suoi soci ed a un vasto numero di affezionati partecipanti è risultata apprezzatissima e molto seguita in tutte le sue tranches, ed è ancora una volta servita a dimostrare che l'Associazione è capace condurre con soddisfazione 'imprese titaniche', potendo contare sull'apporto di molteplici professionalità che si prodigano completamente alla riuscita di obiettivi comuni.

SILVANA MUSSO

IL CINEMA AL TEATRO ROMANO  DI CATANIA
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