UN SEGNALE FORTE DI RISVEGLIO CULTURALE PER MILAZZO
Per riqualificare un'area degradata posta in pieno centro storico e per restituire ai Milazzesi uno spazio comunitario, sottratto per lunghi decenni a causa della colpevole indifferenza della autorità preposte, era necessario un progetto complesso e curato nei minimi particolari, preceduto da simulazioni ed approfondimenti.
Era necessario soprattutto un rispettoso senso della misura: ottenere il massimo effetto con il minimo di reintegrazione per non scadere nella falsificazione.
Tutto questo sembra contemplato dall'interessante e innovativo progetto dell'architetto Michelangelo Picciolo.
Egli prevede, innanzitutto, di effettuare un'operazione di anastilòsi della facciata di Palazzo Carrozza e la realizzazione, all'interno dell'area un tempo occupata dall'edificio, di uno spazio culturale polivalente: una vera e propria agorà, delimitata da verde e portici!
E' ovvio che la ricostruzione non può limitarsi ad un mero assemblaggio, ma deve consentire ai visitatori di farsi un'idea calzante ed esatta delle originarie forme e proporzioni, degli aggetti e dell'apparato decorativo che caratterizzava l'edificio barocco.
L'anastilosi (letteralmente "arte di rialzar colonne") è una pratica di restauro per lungo tempo finita nel cassetto.
Dopo la smania ricostruttiva del Ventennio, per decenni, è stata rigettata come opera retorica e priva di fondamenti scientifici (eccetto qualche isolato episodio come la discutibile anastilosi del Tempio E di Selinunte).
In Italia la metodologia di restauro, spesso paralizzata dalla prudenza, ha sì voltato le spalle agli eccessi del passato, ma ha anche rinunciato ad ogni tentativo di rimontare le tessere di un mosaico il cui disegno, spesso, è ben noto, per ridare alle "rovine" una sia pur minima leggibilità ed evidenza, senza ricorrere ad interpretazioni arbitrarie.
Il risultato più importante dei più recenti interventi è quello di aver contribuito ad abbattere il tabù che scoraggiava ogni progetto di "manipolazione" dei resti antichi e rimesso in circolo idee, proposte, ipotesi di interventi più visibili di anastilosi a Roma e in altre zone d'Italia.
Qualche "contemplatore di rovine", appagato dalle solite rare immagini color seppia, storcerà il naso davanti a questo progetto di ricostruzione che mira soprattutto a recuperare e salvaguardare i preziosi frammenti architettonici "erratici" di Palazzo Carrozza, recuperati grazie alla sensibilità dell'Arch. Giardina prima che gli ultimi resti dell'edificio venissero demoliti.
La sede di Milazzo di SiciliAntica ha appoggiatoquesto progetto di riqualificazione, sottoponendolo all'attenzione dell'Amministrazione Comunale con una giornata di studio che svoltasi sabato 7 dicembre.
Se ci sarà una risposta positiva, le creazioni sinora montate sulla carta dall'architetto Michelangelo Picciolo prenderanno tangibilmente corpo ed i frammenti litici ora “parcheggiati” al Castello torneranno a far bella mostra di sé nel sito originario, contribuendo a valorizzare un lembo del tessuto urbano per troppo tempo abbandonato al degrado e all'incuria.
SiciliAntica
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