SICILIANTICA CONTRO L'ORIMULSION
L'associazione di volontariato regionale SiciliAntica in queste settimane è stata attivamente impegnata nell'azione di contrasto al progetto di trasformazione della centrale Enel di Termini Imerese, definito di "miglioramento ambientale".
SiciliAntica si dichiara fermamente contraria al progetto similare proposto per la centrale Enel di San Filippo del Mela, poiché l'utilizzazione prevista di combustibile a basso costo chiamato orimulsion (emulsione in acqua di bitume venezuelano) comporterebbe esclusivamente benefici economici per l'azienda ma gravi danni ambientali ed economici per le comunità del comprensorio.
L'impiego di tale tipo di olio combustibile ad alto tenore di zolfo desta grave preoccupazione a causa della formazione di SO2.
Questo gas, noto per il caratteristico odore di zolfo bruciato, esercita un'azione necrotizzante sulla vegetazione dei luoghi in cui ricade. Tale inconveniente è noto agli estensori del progetto che hanno proposto di eliminare questo gas inquinante dai fumi della combustione, trattando i fumi stessi in uno scrubber (un gorgogliatore) contenente una miscela di acqua e carbonato di calcio.
Dopo tale trattamento il flusso di gas immesso nell'atmosfera rispetterebbe, secondo i tecnici, i limiti prescritti dai decreti autorizzativi.
Da studi di settore risulta che tale metodologia non garantisce, invece, risultati apprezzabili in quanto riesce ad eliminare solo una quantità di SO2 compresa tra il 70% ed il 90%.
Dai depositi prodotti dallo scrubber, per successiva ossidazione e filtrazione, si ottiene gesso: per garantire quindi tale processo di abbattimento sarebbe necessario assicurare alla centrale un costante e massiccio approvvigionamento di tonnellate di calcare e allo stesso tempo occorrerebbe smaltire annualmente decine di migliaia di tonnellate di gesso.
Di fatto a Milazzo e Termini Imerese verrebbe realizzato un grande cementificio con tutti i tipici inconvenienti che produce la continua movimentazione di quantità enormi di materiale con conseguenti problemi di accumulo, trasporto e dispersione di polveri nell'aria.
Utilizzando come combustibile l'orimulsion si rischia di aggravare la situazione ambientale di due territori già compromessi dalla massiccia presenza di industrie, provocando gravi danni alle coltivazioni pregiate della valle del fiume Torto, della piana di Buonfornello o al floro-vivaismo della Piana di Milazzo.
Non è da sottovalutare, inoltre, il pericolo di eventuale dispersione in mare di combustibile che provocherebbe danni irreversibili alla flora e fauna marina, danneggiando l'economia del settore pesca e il turismo.
Non si può accettare che, per gli interessi (e i benefici) economici di un gruppo industriale, si metta a repentaglio la salute di migliaia di cittadini, addirittura incidendo negativamente sullo sviluppo economico della comunità, visto che tali scelte rischiano di compromettere seriamente le risorse culturali, artistiche ed ambientali locali con danni materiali e d'immagine incalcolabili.
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