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CATANIA platone e la Sicilia

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Organizzata dall'Associazione SiciliAntica, nella splendida sala dell'ex Refettorio Piccolo delle Biblioteche Riunite "Civica ed A. Ursino Recupero", gentilmente messa a disposizione dalla direttrice, dottoressa Rita Carbonaro, si è svolta la Conferenza:

del prof. Mauro Corsaro, docente di Storia greca presso l'Università di Catania. 

Il difficile rapporto tra gli uomini di cultura e il potere politico è stato descritto dal relatore, che ha rilevato la particolare forma di governo sviluppatasi in Sicilia a partire dal V sec. a.C., quando, mentre nel resto del mondo greco si sono confermati regimi democratici, ha invece visto l'affermarsi del potere tirannico.

La parte occidentale dell'Isola era occupata dai Cartaginesi, i quali, dalle coste dell'Africa settentrionale, in cui prosperavano, dominando le rotte del Mediterraneo, si erano stabiliti in vari territori, fra cui Selinunte, Agrigento ed Imera e avevano fondato diverse colonie, esercitando una incontrastata egemonia militare e commerciale, in continuo conflitto con i Greci, installati invece nella parte orientale della Sicilia.

Nel 409 a.C. a Siracusa, l'ambizioso Dionisio, a seguito della minaccia di un'invasione di truppe cartaginesi, si fa eleggere comandante militare con poteri assoluti, ed instaura una tirannide che serve a scongiurare il pericolo di nuove guerre.

Mentre i Siracusani pensano di aver trovato in Dionisio il liberatore capace di allontanare invasioni e guerre, il tiranno coltiva una politica di espansione che mira a conquistare le città siciliane ancora indipendenti, sia di cultura greca sia calcidesi (Catania, Naxos e Zancle, poi diventata Messina), stabilire con i Cartaginesi dei patti che regolino le due sfere d'influenza ed estendersi quindi verso l'Italia.

Gli abitanti delle città conquistate venivano venduti come schiavi e trasferiti in altri luoghi; per ripopolare le città divenute deserte venivano utilizzati nuovi coloni, ai quali si aggiungevano i soldati mercenari che alla fine delle guerre si inserivano nella società, mista ed in continua trasformazione.

Dopo aver tratteggiato la situazione storico-politica della Sicilia, il prof. Corsaro ha quindi introdotto la figura di Platone, il suo pensiero e la sua formazione culturale.

La società siciliana in quel periodo, come prima descritta, sembra favorevole a Platone, che si reca a Siracusa, per esporre a Dionisio le sue teorie e proporre una forma di governo che mettesse d'accordo Potere e Giustizia.

Principi fondamentali elaborati da Platone stabilivano che chi esercita funzioni di governo non può perseguire interessi privati, che lo distolgono da quelli dei cittadini; le leggi devono essere emanate per il bene della cittadinanza, senza garantire vantaggi o privilegi al regnante, che doveva essere sottoposto alle medesime leggi.

La franchezza delle idee di Platone non è gradita a Dionisio, che lo fa imbarcare e vendere come schiavo nell'isola d'Egina, dove però viene prontamente riscattato e restituito ad Atene.

A Siracusa Platone ha incontrato Dione, intellettuale cognato di Dionisio, che tenta di migliorare il carattere del tiranno con consigli ed insegnamenti, naturamente non ascoltati. Convinto da Dione, alla morte di Dionisio, il filosofo torna a Siracusa, per provare a fondare quel suo stato ideale sotto il governo di Dionisio II o il giovane.

Anche questa volta lo spirito del suo pensiero e l'essenza della sua dottrina non sono compresi; Dionisio II manda in esilio Dione e Platone ritiene prudente tornare in patria. Pochi anni dopo Platone ritorna a Siracusa, probabilmente per trattare la grazia per Dione, obiettivo non raggiunto e che lo convince a rientrare definitivamente ad Atene, abbandonando l'idea di trasporre le sue teorie nella realtà.

L'argomento trattato dal prof. Corsaro ha interessato e coinvolto il pubblico di attenti ascoltatori; numerosi gli interventi alla fine della conferenza per chiedere chiarimenti o aggiungere considerazioni. In particolare si è rilevato come le idee di Platone costituiscono ancora motivo di riflessione in tutta la teoria politica anche moderna; il rapporto fra il filosofo e l'uomo di potere è un tema tuttora analizzato dagli intellettuali.

La politica può ricevere benefici dall'influenza della filosofia, anche se è difficile che le teorie di un filosofo possano diventare realtà.

Silvana Musso

SiciliAntica

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