ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE ALL'ASSESSORATO REGIONALE DELL'ENERGIA E DEI SERVIZI DI PUBBLICA UTILITA' ALL'ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO ED AMBIENTE ALL'ASSESSORATO REGIONALE ALLA SALUTE ALL'ASSESSORATO BENI CULTURALI E DELL'IDENTITA' SICILIANA AI PRESIDENTI DEI GRUPPI PARLAMENTARI DELL'ASSEMBLEA REGIONALE AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE TERRITORIO ED AMBIENTE ALL’OSSERVATORIO REGIONALE DEL PAESAGGIO ALLA SOPRINTENDENZA PER I BENI CULTURALI ED AMBIENTALI DI ENNA (C.A. Arch. Carla Mancuso, dirigente U.07 beni paesaggistici) ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ENNA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI NICOSIA A TUTTI I COMUNI DELLA PROVINCIA DI ENNA
Eolico industriale. Giù le mani dalle nostre montagne!
Li chiamano Parchi. Invece sono devastanti megaimpianti industriali. Incombono sulla piccola provincia di Enna circa cinquanta parchi eolici, ed oltre a quelli già realizzati ne stanno per partire quattro, di impatto inaccettabile su un territorio montano di rara bellezza, dagli orizzonti aperti a 360 gradi sull'intera Sicilia, vocato per storia e cultura a tutt'altre prospettive.
Tra questi il progetto eolico "Capobianco/Piccirillitto" della Geowind (di nuovo alla carica, pare, anche su un altro progetto, respinto due volte, insistente sulla contrada Castellazzo), quello di Cerami del gruppo Baltic in c.da Pancallo in prossimità del parco dei Nebrodi, la centrale eolica "Monte Cisterna" di Calascibetta-Nicosia della Borat a ridosso del monte Altesina e del lago Nicoletti ed il parco eolico della Zefira nel territorio di Centuripe.
In qualità di cittadini e di associazioni non intendiamo accettare questo scempio irreversibile delle nostre montagne, tra cui l'Altesina ed il Parco dei Nebrodi, e di contrade che serbatesi integre nel tempo concorrono fortemente all'immagine peculiare dell'interno Sicilia, patrimonio identitario collettivo che la Costituzione tutela in quell'articolo 9, metodicamente calpestato ed irriso da molteplici istituzioni siciliane (nonostante la Provincia Regionale di Enna e la Soprintendenza abbiano espresso circostanziato parere negativo alla stragrande maggioranza dei progetti). Il territorio ed i cittadini sono lasciati oramai sempre più soli, quando non apertamente ostacolati, nella strenua difesa di questa terra.
I Palazzi della politica in cui si prendono decisioni che bypassano antidemocraticamente la volontà dei territori non possono far finta di non vedere la contraddizione lampante in cui incorrono quando da un lato proclamano valori ambientali, istituzione di riserve, di zone protette, di parchi tematici, turismo sostenibile e contemporaneamente dall'altro consentono simili svendite e devastazioni.
I luoghi interessati sono tutti di incomparabile valore naturalistico, a stretto ridosso di aree protette naturali e di zone di importante interesse culturale e archeologico. Basti pensare al borgo di Milletarì, appena finanziato a valere delle misure LEADER per il recupero della identità rurale, alla splendida villa-masseria di Cacchiamo, alle masserie e agli insediamenti rurali, preziose testimonianze di tradizioni secolari.
La stragrande maggioranza dei progetti ricade poi nell'ambito territoriale del Geopark Rocca di Cerere, parte integrante della rete mondiale dei Geopark e per questo area di elevatissimo pregio così come stabilito dall'UNESCO che concede gli auspici alle reti Geopark Europea e Mondiale.
Diciamo NO a queste file di torri gigantesche di 150 mt d'altezza e anche più che compromettono non solo la fruizione e il godimento dei nostri paesaggi maestosi - ammirati da tutti i grandi viaggiatori del passato che definirono Enna "Belvedere di Sicilia" - ma provocano uno stravolgimento irreversibile degli assetti geomorfologici e dei delicati equilibri idrogeologici del nostro territorio. Per fare un "parco" eolico ci vuole altro che un fiore. Ci vuole una mole immensa di interventi infrastrutturali, quali reti stradali proporzionate all'accesso di mezzi pesanti di eccezionali dimensioni, scavi di notevole profondità , cabine di trasformazione (una per ogni torre), piazzole e centrali di sottostazione.
Una serie di veri e propri sventramenti che distruggono un intero ecosistema vegetale e animale. Ben documentato il rischio diretto di collisione con le pale, per gli uccelli migratori e le numerose specie di rapaci (falchi, poiane, avvoltoi, nibbi, gufi reali, aquile del Bonelli…) presenti nelle nostre contrade e inclusi tra le specie protette nell’allegato I della Direttiva 79/409/CEE da cui derivano precisi obblighi comunitari.
Senza contare i danni alla salute delle persone, ormai documentati da ricerche scientifiche e mediche condotte in tutto il mondo - derivanti dallo sfarfallamento, dal rumore, dalle basse frequenze e dall'elevato inquinamento elettromagnetico prodotto dai cavidotti.
Dov'è la politica e quali interessi difendono quei governanti che dovrebbero rappresentare i nostri? In una Sicilia che ha già fatto i conti col miraggio di sviluppo imposto del petrolchimico, da anni presa d'assalto da ogni genere di speculazione – cemento, trivellazioni, inceneritori, biogas, scorie radioattive, Muos – si perpetua attraverso l'eolico, l'ennesima colonizzazione da parte di capitali esteri consociati a piccole ditte e lobbies locali in un appetibile business, mascherato da "energia pulita", fatto di certificati verdi incentivi e royalties pagati con le nostre bollette, in cui si inserisce profittevolmente la mafia e trova spazio ogni forma di corruzione politico-amministrativa. Il tutto a fronte di un contributo alla produzione energetica e riduzione di CO2 decisamente risibile.
Con la stessa forza diciamo No alla rampante aggressione dei Parchi Fotovoltaici in Provincia di Enna. Un numero esagerato di megaprogetti fortemente impattanti ed invasivi incombe sul nostro territorio sottraendo terreni preziosi all'agricoltura (vergognosamente privata di incentivi), contribuendo alla desertificazione e alla distruzione del patrimonio ambientale, culturale e identitario della Sicilia interna.
La provincia di Enna ha i suoi punti di forza nella bellezza del paesaggio, nelle persistenze storiche archeologiche e culturali del passato, nell'agricoltura, nel cibo. Presenta aziende con produzioni certificate di agricoltura biologica, incompatibili con l'eolico e il fotovoltaico industriali. E' centro di accoglienza turistica fondata su cultura e ruralità con aziende e agriturismi avviati. La dimensione fortemente strutturata di questa aggressione industriale, violentemente estranea a tutto questo, rappresenta oltre che una perdita dei propri riferimenti storici culturali e ambientali, una perdita sostanziale di ogni valenza turistica e dunque economica del territorio.
Con la presente denunciamo come sia stato vilipeso dalle strategie politiche della Regione Siciliana quanto convenuto e sottoscritto dagli Stati membri all'interno della Convenzione europea del Paesaggio tenutasi a
Firenze, il 20 ottobre 2000, in cui si è pattuita la necessità di soddisfare gli auspici delle popolazioni di godere di un paesaggio di qualità e di svolgere un ruolo attivo nella sua trasformazione, nella persuasione che il paesaggio rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale, e che la sua salvaguardia, la sua gestione e la sua pianificazione comportano diritti e responsabilità per ciascun individuo.
All'interno della stessa Convenzione infatti si sancisce che :
I cittadini di questa provincia, stanchi di assistere alle contraddizioni delle scelte politiche del territorio da loro abitato e vissuto ed in cui la qualità ed il benessere è messo a forte rischio da questi progetti che fanno scempio del Paesaggio, stanchi di doversi ogni giorno di più trovare di fronte alle Istituzioni come a una controparte, pretendono in nome della democrazia che la politica difenda il Bene Comune e l'Interesse Collettivo.
Le sottoscritte associazioni si riservano di intraprendere ogni iniziativa utile volta a bloccare definitivamente il saccheggio del territorio della provincia ennese, non tralasciando di denunciare anche al Consiglio d’Europa il mancato rispetto degli obblighi derivanti dalla stipula della Convenzione europea del Paesaggio di Firenze, peraltro ratificata con la legge 9 gennaio 2006, n.14.
Firmato:
SiciliAntica
Associazione per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali
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