SiciliAntica Sede di Bagheria
In occasione della Festa della Donna, Venerdì 8 marzo 2013 alle ore 17,00 a Palazzo Cutò a Bagheria, organizzato da SiciliAntica, si terrà una conferenza su:
Artemisia Gentileschi,
pittura al femminile nel Seicento.
Dopo la presentazione di Maria Giammarresi, Presidente della Sede di Bagheria di SiciliAntica, di Alfonso Lo Cascio, della Presidenza regionale di SiciliAntica, di Vincenzo Lo Meo, Sindaco di Bagheria, la relazione di Anna Zambito, dell’Università di Palermo.
Seguirà un intervento musicale di Angela Ribaudo e Maria Grazia Balistreri, ballerine e di Luca Di Quarto, pianista
Artemisia Gentileschi
Artemisia Gentileschi è una delle artiste europee più famose prima dell’età moderna. e un simbolo del femminismo internazionale, con numerose associazioni e circoli ad essa intitolate. Contribuirono all'affermazione di tale immagine la sua figura di donna impegnata a perseguire la propria indipendenza e la propria affermazione artistica contro le molteplice difficoltà e pregiudizi incontrati nella sua vita travagliata. Riconosciuta come una tra le prime donne artiste volte ad occuparsi di soggetti storici, è celebre, soprattutto, per la raffigurazione di eventi tratti dall’Antico Testamento. Artemisia nacque a Roma l'8 luglio 1593, primogenita del pittore toscano Orazio Gentileschi, esponente di primo piano del caravaggismo romano, e di Prudenzia Montone, che morì prematuramente. Presso la bottega paterna, assieme ai fratelli, ma dimostrando, rispetto ad essi, maggior talento, Artemisia ebbe il suo apprendistato artistico, imparando il disegno, il modo di impastare i colori e di dar lucentezza ai dipinti Artemisia riprese dal padre Orazio il limpido rigore disegnativo, innestandovi una forte accentuazione drammatica ripresa dalle opere del Caravaggio, caricata di effetti teatrali, uno stile che contribuì alla diffusione del caravaggismo a Napoli, città in cui si era trasferita dal 1630. Lo storico e critico d’arte Roberto Longhi ha riportato all'attenzione della critica la statura artistica di Artemisia Gentileschi nell'ambito dei caravaggeschi nella prima metà del XVII secolo. Famosi sono i due dipinti Giuditta che decapita Oloferne del 1612/13, conservato al Museo Capodimente a Napoli e del 1620cr, conservato al Museo degli Uffizi a Firenze. Longhi definì Artemisia come «l'unica donna in Italia che abbia mai saputo che cosa sia pittura, e colore, e impasto, e simili essenzialità...». Nella lettura effettuata del dipinto Giuditta che decapita Oloferne , conservato al museo degli Uffizi, Longhi sottolinea cosa significhi saperne "di pittura, e di colore e di impasto": sono evocati i colori squillanti della tavolozza di Artemisia, le luminescenze seriche delle vesti (con quel suo giallo inconfondibile), l'attenzione perfezionistica per la realtà dei gioielli e delle armi.
Anna Zambito
Anna Zambito nasce e cresce a Mezzojuso, un piccolo centro dell’entroterra siciliano. Dopo aver conseguito la maturità socio-psico-pedagogica, inizia gli studi storico-artistici presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Palermo. Consegue la laurea triennale in Scienze e Tecnologie dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo - indirizzo Arte - e poi la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Prosegue gli studi conseguendo un master in Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali della Chiesa e poi il Dottorato di Ricerca in Storia dell’Arte Medievale, Moderna e Contemporanea in Sicilia. Tuttora collabora con la prof.ssa Mariny Guttilla, docente titolare della cattedra di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università degli Studi di Palermo, e partecipa alle iniziative di alcune Associazioni culturali impegnate nella valorizzazione e fruizione del patrimonio storico-artistico isolano.
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