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CORSO DI STORIA DELL’ARCHITETTURA SICILIANA

prima lezione ARCHITETTURA PREISTORICA IN SICILIA

Ad inaugurare il Corso sulla Storia dell'architettura siciliana, organizzato dalla sede di Catania di SiciliAntica, è stato lo scorso 21 marzo il Prof. Enrico Procelli, dell'Istituto di Archeologia dell'Università di Catania, che ha parlato, nell'Aula Magna del Liceo Scientifico "Principe Umberto", dei manufatti architettonici risalenti al periodo dal Neolitico alla Media Età del Bronzo.

I primi insediamenti umani di cui la ricerca architettonica ha potuto trovare testimonianze risalgono al Neolitico, periodo in cui la "scoperta" dell'agricoltura e la nuova pratica di allevamento del bestiame condusse l'uomo ad abbandonare una vita nomade, e a costruire capanne e quindi villaggi, per abitare anche località dove non si trova alcuna grotta.

La più antica forma di civiltà neolitica in Sicilia è stata scoperta in alcuni villaggi fortificati della provincia di Siracusa, fra i quali Stentinello, in cui fu identificata per la prima volta e che diede il nome a questa cultura.

Il villaggio di Stentinello è uno di quelli che l'archeologo Paolo Orsi chiamava "villaggi trincerati": è infatti circondato da una trincea di difesa, scavata nel calcare.

Esempi di villaggi trincerati si trovano presso Megara Hyblaea, Matrensa, Terrauzza, Ognina, tutti nel Siracusano.

Uno dei principali siti del neolitico siciliano sono le Eolie, in cui genti provenienti dalla Sicilia si insediarono per sfruttare i ricchi giacimenti di ossidiana di Lipari.

Lo studio delle strutture architettoniche può dire molto sulle società antiche, dando indicazioni sull'organizzazione economica e sociale; l'architettura tombale fornisce inoltre dei dati che riguardano le influenze religiose e i rapporti extra isolani.

Le tombe del neolitico sono del tipo "a cesta": si tratta di fosse scavate nel terreno, coperte da lastroni, nel cui fondo veniva deposto, in posizione rannicchiata, il defunto.

L'età del rame presenta modeste differenze, per quel che riguarda gli insediamenti abitativi, rispetto alla tipologia del neolitico.

Le influenze dovute all'apporto culturale di origine egeo-anatolico si notano nell'architettura tombale, a cellette ipogee, che poteva contenere più sepolture ed in certi casi presenta un pietrone che funge da portello; in nuce il tipo tombale della Sicilia che durerà fino al V secolo.

Complessi più consistenti di questo periodo sono stati rintracciati nella zona di Palermo, a Capaci e nell'Agrigentino, a Piano Vento: si tratta di tombe a pozzetto, scavate sul banco roccioso.

Presentano un pozzetto d'accesso su cui si aprono da una a tre celle e ricordano necropoli simili dello stesso periodo trovate vicino Paestum, nel salernitano.

La prima fase dell'età del bronzo in Sicilia è caratterizzata dalla civiltà di Castelluccio, villaggio vicino Noto che occupava la sommità di uno sperone degli Iblei.

Caratteristiche tipiche di tutti gli insediamenti risalenti a questo periodo, oltre l'ubicazione in siti "protetti" è la presenza di strutture nella parte più elevata, in cui si svolgevano funzioni pubbliche, riunioni comunitarie e pratiche religiose non meglio individuate e la presenza di muri, che si ritiene recinti destinati ad attività umane.

L'architettura tombale dell'età del bronzo presenta una tomba caratteristica, quella "a forno", di derivazione orientale: si tratta di grotticelle scavate nella roccia, spesso precedute da una specie di anticamera, con la quale costituivano nell'insieme una struttura non dissimile dal forno dei contadini siciliani.

Alle sepolture individuali si sostituiscono le tombe collettive: alcune hanno un prospetto arricchito da una facciata ornamentale, costituita da colonnati e pilastri scolpiti, in cui si seppellivano i componenti della famiglia allargata.

La famiglia egemone aveva quella più monumentale, la cui facciata si vede da lontano e segna il possesso del territorio.

Altra cultura, strettamente legata a quella delle Eolie, e in special modo a quella del villaggio di Capo Graziano a Filicudi è quella di Thapsos, che si sviluppò in diversi villaggi costieri nel territorio di Siracusa.

Anche i villaggi di Thapsos avevano necessità di opere di difesa e cominciano ad avere un impianto protourbano: strade, recinti che racchiudono isolati e spazi a volte lastricati, come nel villaggio di Cannatello vicino Agrigento, nel villaggio Milazzese a Panarea e nello stesso villaggio di Thapsos.

I contatti con il mondo egeo sono rintracciabili anche nell'architettura tombale di questo periodo: a Lipari il cosiddetto Tholos di San Calogero, rintracciato durante lavori di riattamento delle Terme di S. Calogero, è una struttura a cupola con grossi blocchi ritenuti di fabbrica micenea.

Successivamente numerosi soci di SiciliAntica hanno partecipato alla escursione guidata a Castelluccio.

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